01 maggio 2025

Il meteo in questi luoghi è proprio un’incognita: da un cielo sereno e limpido sono passato ad un cielo grigio e pioggia.

Atteso un momento tranquillo ho smontato tutte le attrezzature e caricato il tutto per ripartire.

La curiosità mi fa prendere direzione Torridon. Il paese è sviluppato sulla strada che costeggia l’omonimo Loch: dal centro medico al negozio di paese. La strada però non si interrompe e prosegue oltre.

Il percorso si fa tortuoso e ripido; la vegetazione è scarna e la roccia viva. Peccato il clima nettamente diverso, altrimenti sembra di stare nella regione nord-ovest della Corsica.

I saliscendi vengono interrotti dai magnifici panorami e perfino da un laghetto con tanto di aereo parcheggiato!

La carreggiata discende ripida verso il mare: sono arrivato a Diabaig.

Sebbene fuori dal mondo, il luogo non appare disabitato: le abitazioni sono spesso ristrutturate con stili che personalmente apprezzo.

Il piccolo borgo è sviluppato lungo il vicino mare con poche diramazioni che si inoltrano oltre la costa.

Un ristorante e un pescatore di aragoste fanno sembrare la località ancora viva, ma per quanto tempo ancora? L’attrazione generale dei grossi centri abitati sta segnando il futuro dei piccoli agglomerati come Diabaig.

Faccio due passi per annusare l’atmosfera del luogo e mentre cammino sulla piccola spiaggia immagino i pescatori che nel corso dei secoli mi hanno preceduto e questo luogo hanno abitato.

Come ricordo porto con me delle conchiglie così da non dimenticare le sensazioni nel calpestare questa terra.

Ripercorro tutta la strada; rivedo Torridon, il campeggio e proseguo verso nord; direzione Gairloch.

Il tempo fa le bizze con vento e pioggia. Una volta indossata la tuta, ironicamente, le precipitazioni si sono interrotte rendendo mio malgrado il tutto inutile.

La vita dei locali

La NC500 si dimostra un percorso molto variegato nella fattispecie: le zone brulle si alternano con tratti di verdi foreste, mentre le viste sul mare creano dei bellissimi giochi di colore da ammirare.

Afflitto da un languorino, devio per Badachro nella speranza di trovare qualcosa per alleviare la fame.

La cucina è purtroppo chiusa, ma il cuoco mi prepara gentilmente una buonissima zuppa di merluzzo.

A Gairloch mi fermo al museo locale, incuriosito dallo stile di vita adottato in questi luoghi.

Questi muri sono impregnati dalla tenacia di quella che inizialmente fu povera gente e, insieme al duro lavoro, sono sopravvissuti nei secoli raggiungendo una condizione di vita agiata.

Una grande attenzione è focalizzata sull’utilizzo della regione durante la Seconda Guerra Mondiale, vista la sua posizione strategica sullo scacchiere dell’oceano Atlantico.

Nella vicina Pollewe sono ancora visibili le tracce di questo periodo grazie alla presenza delle diverse residenze destinate ai soldati e ai vari generali che presidiavano la zona.

La vita dei locali

La NC500 si dimostra un percorso molto variegato nella fattispecie: le zone brulle si alternano con tratti di verdi foreste, mentre le viste sul mare creano dei bellissimi giochi di colore da ammirare.

Afflitto da un languorino, devio per Badachro nella speranza di trovare qualcosa per alleviare la fame.

La cucina è purtroppo chiusa, ma il cuoco mi prepara gentilmente una buonissima zuppa di merluzzo.

A Gairloch mi fermo al museo locale, incuriosito dallo stile di vita adottato in questi luoghi.

Questi muri sono impregnati dalla tenacia di quella che inizialmente fu povera gente e, insieme al duro lavoro, sono sopravvissuti nei secoli raggiungendo una condizione di vita agiata.

Una grande attenzione è focalizzata sull’utilizzo della regione durante la Seconda Guerra Mondiale, vista la sua posizione strategica sullo scacchiere dell’oceano Atlantico.

Nella vicina Pollewe sono ancora visibili le tracce di questo periodo grazie alla presenza delle diverse residenze destinate ai soldati e ai vari generali che presidiavano la zona.

Nel centro della regione

Visto l’orario e la scarsità di alloggi a disposizione proseguo per Ullapool con la speranza di trovare una sistemazione a prezzo ragionevole.

L’unica immancabile pausa è la spiaggia rosa di Mungosdale messa in risalto dai raggi di sole e dai verdi prati attigui.

Arrivato alla cittadina mi reco direttamente all’ostello della gioventù, dove per mia fortuna ci sono ancora letti liberi e, soprattutto, ho il lusso di poter fare la biancheria!

Sebbene venga considerata il centro più grande della regione, Ullapool è davvero piccola con un centro composto da poche vie a scacchiera.

I locali sembrano ancora chiusi, ma un take-away che propone fish-n-chips come piatto della casa è aperto. Devo accettare di controvoglia, rimpiangendo una pizza o un’ottima fondue.

A spasso tra le vie mi sento come ai confini del mondo in un senso negativo, cioè come se provassi una sensazione di soffocamento.

Sensazione con cui dovrò convivere i prossimi giorni, ma che in ogni caso permette al contempo di capire appieno questa affascinante regione.

Roadbook:

Torridon, Diabaig, Torridon, Kinlochewe, Gairloch, Laide, Dundonnell, Ullapool

Lunghezza:

170 km

Dislivello:

↑2635m ↓2640m

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